Finanza d'impresa

Budget di tesoreria a 13 settimane: cos'è e come costruirlo in una PMI

Il budget di tesoreria a 13 settimane è un prospetto che prevede, settimana per settimana, incassi, pagamenti e saldo di cassa dei tre mesi successivi. Serve a sapere in anticipo se e quando la liquidità andrà sotto pressione, così da intervenire prima e non a scadenza già arrivata.

Che cos'è il budget di tesoreria a 13 settimane?

È una previsione dei movimenti di cassa su un orizzonte di un trimestre, costruita per settimane e aggiornata di continuo: ogni settimana quella appena trascorsa esce dal prospetto e se ne aggiunge una nuova in fondo. Per questo si parla di orizzonte rolling. A differenza del bilancio e del conto economico non misura costi e ricavi di competenza, ma denaro che entra ed esce davvero, nel momento in cui entra ed esce.

Perché proprio 13 settimane?

Tredici settimane coprono un trimestre: un orizzonte abbastanza lungo da vedere arrivare le scadenze importanti (stipendi, imposte, rate dei finanziamenti, fornitori) e abbastanza breve da poter essere stimato con buona affidabilità partendo da dati che l'azienda ha già, come fatture emesse e ricevute, scadenziari e ordini.

Come si costruisce in pratica?

  1. Saldo iniziale: la liquidità disponibile oggi su conti correnti e cassa, con evidenza separata degli affidamenti bancari ancora utilizzabili.
  2. Entrate previste: incassi dai clienti alle date in cui pagano realmente (non a quelle scritte in fattura, se i pagamenti arrivano in ritardo), più eventuali altre entrate.
  3. Uscite previste: fornitori, stipendi e contributi, imposte, rate di mutui e leasing, investimenti programmati.
  4. Saldo finale di ogni settimana: saldo iniziale più entrate meno uscite. Diventa il saldo iniziale della settimana successiva.
  5. Aggiornamento settimanale: confronto tra previsto e reale, correzione delle stime, aggiunta della nuova settimana.

Quando serve davvero a una PMI?

Sempre, ma soprattutto in quattro situazioni: quando il fatturato cresce e assorbe liquidità più in fretta di quanto ne generi, quando l'attività è stagionale, quando è in programma un investimento importante e quando si deve presentare una richiesta di credito a una banca. In tutti questi casi avere numeri di cassa previsionali ordinati cambia la qualità delle decisioni e del dialogo con gli istituti di credito.

C'è poi un profilo normativo. Il Codice della crisi d'impresa (art. 3 del d.lgs. 14/2019) e il codice civile (art. 2086) chiedono all'imprenditore misure e assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, in grado tra l'altro di verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi. Un budget di tesoreria aggiornato, affiancato a una pianificazione finanziaria a dodici mesi, è uno dei modi più concreti per dimostrare che la liquidità viene monitorata in modo sistematico.

Quali errori evitare?

Lo Studio affianca imprenditori e PMI nell'impostare e mantenere questo strumento all'interno del servizio di gestione strategica dei flussi di cassa.

Domande frequenti

Il budget di tesoreria sostituisce il bilancio?
No. Il bilancio misura il risultato economico e la situazione patrimoniale dell'impresa; il budget di tesoreria prevede i movimenti di cassa delle settimane successive. Sono strumenti complementari: il primo dice come è andata, il secondo se ci sarà liquidità per ciò che deve ancora accadere.
Serve un software dedicato per costruirlo?
Non necessariamente. Per molte PMI un foglio di calcolo ben impostato, alimentato dai dati di contabilità e dagli scadenziari clienti e fornitori, è sufficiente per partire. Un software di tesoreria diventa utile quando crescono il numero di conti, di società o di movimenti da gestire.
Ogni quanto va aggiornato?
Di norma una volta alla settimana: si confrontano le previsioni con gli incassi e i pagamenti effettivi, si correggono le stime delle settimane successive e si aggiunge una nuova settimana in fondo al prospetto.

Fonti e riferimenti

  1. D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 — Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, art. 3 (Normattiva)
  2. Codice civile, art. 2086 — Gestione dell'impresa (Normattiva)

Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non costituisce consulenza professionale. I contenuti sono aggiornati alla data indicata: norme, prassi e scadenze possono cambiare. Per valutare il tuo caso specifico contatta lo Studio.

Dott.ssa Stefania Albertin
L'autrice Dott.ssa Stefania Albertin

Dottore Commercialista iscritta all'Ordine di Padova e Revisore Legale. Da oltre vent'anni affianca imprenditori e PMI su flussi di cassa, finanza d'impresa e crescita.

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